Ciclo di allenamento per principianti e non solo
28/01/2010 | MarcoPL
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Spesso i principianti sono disorientati tra le diverse teorie che circolano nel mondo della palestra. In alcuni casi la conoscenza è parziale, altre volte è del tutto errata e in altri casi ancora si riduce a una semplice imitazione di "quello grosso". In queste situazioni la stesura di una buon [ ... ]


Ipertrofia – Enfasi sull'upperbody
18/01/2010 | MarcoPL
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Se da una parte l’allenamento delle gambe rende più facile l’incremento globale di peso corporeo, dall’altra riduce i guadagni ipertrofici nell’upper body perché le risorse del corpo destinate al recupero devono essere divise su più gruppi muscolari. E’ quindi possibile, ma solo per u [ ... ]


La Biomeccanica nel BodyBuilding #2: i tricipiti
19/12/2009 | Leviatano89
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I tricipiti, i muscoli antagonisti dei bicipiti, rappresentano 2/3 del braccio, allenarli e saperli allenare dunque non può che portare a riscontri positivi per la massa complessiva delle braccia. 

Anatomia del tricipite Il muscolo tricipite brachiale è responsabile di ben 2/3 della massa de [ ... ]


Il riscaldamento
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"Scaldati e bene e sarai più forte e più grosso in meno tempo." Non so se questa frase sia contenuta da qualche parte in uno dei numerosi principi Weider, ma sicuramente è quello il suo posto. Solo il secco appena iscritto che usa manubri da 3kg è autorizzato a non riscaldarsi, per gli altri inv [ ... ]


Squat VS Pressa
14/12/2009 | MarcoPL

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La biomeccanica nel Bodybuilding #1: i bicipiti
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Guida su come creare una scheda di allenamento
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Coniugato in 3xweek intensità-volume: 3WIV
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Chi risponde bene sia all'intensità che al volume, si trova spesso nella situazione di non sapere trovare il giusto compromesso tra le due variabili allenanti per ottimizzare il proprio allenamento. Nella maggior parte dei casi la soluzione è quella di alternare cicli ad alto volume con cicli ad a [ ... ]


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Ciclo di allenamento per principianti e non solo PDF Stampa E-mail
Scritto da MarcoPL   
Giovedì 28 Gennaio 2010 23:31

Spesso i principianti sono disorientati tra le diverse teorie che circolano nel mondo della palestra. In alcuni casi la conoscenza è parziale, altre volte è del tutto errata e in altri casi ancora si riduce a una semplice imitazione di "quello grosso". In queste situazioni la stesura di una buona scheda non segue dei principi coerenti, perché si tratta di "raccattare" le parti più congeniali dei diversi conosciuti, che ovviamente faticano a incastrarsi tra loro.
Con quest’articolo, voglio quindi proporre una visione d’insieme e suggerire un buon approccio sia per i principianti, sia per chi è stanco delle solite schede e vuole provare qualcosa di nuovo.




UNA CLASSICA SITUAZIONE
Spesso in palestra si sente dire "questo è per la massa", "questo è per la forza", "questo è per il pompaggio", ma senza alcuna cognizione sul significato reale di queste parole. Spesso tutto si riduce a “3x8 per la massa”, “3x3 per la forza” e “3x20 per il pompaggio”. In effetti, il pompaggio si ottiene proprio in questo modo, ma è facile capire senza troppi ragionamenti come si faccia a fare affluire sangue ai muscoli.
Su forza e ipertrofia invece spesso si sbaglia perché si vuole essere troppo riduttivi, troppo generalisti, troppo innovatori o conservatori. Non basta, infatti, imitare "quello grosso", che la metà delle volte non sa nemmeno lui perché è così grosso, ma ci vuole una conoscenza di base per capire cosa si sta facendo e perché. Nel tentativo di spiegare ai secchi (quelli che sono già grossi, sono grossi e sanno già tutto) come non essere più secchi, ecco una breve guida che illustra i punti fondamentali per avere un bel fisico ed essere forti, senza però entrare nel merito dell'alimentazione o di tecniche di allenamento avanzate.



COSA SI ADATTA AL PRINCIPIANTE
Premesso che anche l'allenamento per il pompaggio è un allenamento ipertrofico, per i neofiti non ha senso fare una distinzione tra un allenamento per la forza e uno per l’ipertrofia. Per loro è facile acquisire sia forza che ipertrofia con 4-6 set da 4-8 ripetizioni.

Immaginiamo per un attimo di eseguire un allenamento di solo pompaggio, mettendo così in evidenza la necessità di strutturare l'allenamento ponendo l'accento su set pesanti a medio-basse ripetizioni.

Allenarsi solo con serie ad alte ripetizioni (15 o più) di pompaggio (ipertrofia non contrattile: idratazione, riserve energetiche, connettivo, capillarizzazione, mitocondri), sebbene dia risultati apprezzabili sul breve termine, non porta a un aumento significativo del carico sollevato sul bilanciere sul lungo termine, cosa di cui i principianti hanno estremo bisogno. Allenandosi solamente con serie di pompaggio, l'unico modo di incrementare lo stimolo coerentemente con il concetto di pump, è cercare di ottenere un pump maggiore con un maggiore numero di ripetizioni. Ma sappiamo bene che oltre un certo numero di ripetizioni, che è soggettivo e dipendente dall'esercizio, è bene non andare perché non si avrebbero ulteriori aumenti ipertrofici. Inoltre, avvicinandosi al numero di ripetizioni di soglia, i guadagni rallentano sempre di più. Possiamo definire il numero di ripetizioni di soglia come quello che rende predominante la componente aerobica, rispetto a quella anaerobica lattacida (serie che durano oltre i 90''). Detto in altre parole nessun culturista eseguirebbe set da 50 o più ripetizioni, perché il carico sarebbe troppo basso e la stimolazione delle fibre bianche sarebbe di piccola entità.

Si potrebbe ancora obiettare che per allenarsi solamente con il pompaggio sarebbe sufficiente aumentare il carico e abbassare le ripetizioni, passando per esempio da un 3x20 di pressa con 100kg a un 3x10 di pressa con 120kg. In questo modo però, sarebbe proprio l'abbassamento del numero di ripetizioni a permettere l'aumento del carico sollevato e non un aumento reale di forza (eseguire serie da 20 ripetizioni, non permette di aumentare le forza sulle sere da 10). Inoltre, nel periodo di adattamento, necessario per raggiungere di nuovo le 20 ripetizioni, si "perderebbe massa" perché non si sta più "pompando sangue al muscolo" come prima, unico fattore responsabile dell'ipertrofia acquisita.

L'ultima possibilità per allenarsi solo al pompaggio potrebbe essere quella di scalare di poco il numero di ripetizioni e aumentare di poco il carico, passando per esempio da un 3x20 con 100kg di pressa a un 3x18 con 105kg, alzando di nuovo il carico non appena arrivati a 20 ripetizioni. Sicuramente questo approccio funzionerebbe per un po', ma essendo piccole le variazioni dello schema allenante, in 4-5 settimane sopraggiungerebbe lo stallo, sia del carico che delle ripetizioni e sarebbe quindi necessario un periodo di scarico o passare ad altri metodi.

Ci sarebbero altre tecniche per il pompaggio da analizzare, ma il concetto base è sempre lo stesso: se non aumenta il carico sul bilanciere, il principiante non incrementa la sua ipertrofia muscolare.

Se invece un neofita volesse fare allenamenti solamente di forza per aumentare la sua efficienza neurale, otterrebbe inevitabilmente anche guadagni di massa dal momento che avendo un sistema nervoso poco efficiente, potrebbe reggere un volume maggiore di allenamento rispetto a quello possibile per gli atleti avanzati (per il principiante è il volume di allenamento il principale responsabile dell'ipertrofia, perché il principiante non riesce a esprimere una buona intensità). Un principiante farebbe senza problemi un 6x1@95% magari 3 volte a settimana (perché il suo 100% non è reale), mentre un atleta avanzato con la metà dei set è già cotto.
Un vero allenamento di forza comprende anche tecniche come le ripetizioni parziali, le ripetizioni dinamiche, l'uso di elastici e catene, gli schemi a contrasto... tutte cose inutili per un principiante, che non avrebbe un'esperienza di allenamento sufficiente per trarne vantaggio.

Adesso è chiaro che per un principiante un allenamento al solo pompaggio è poco proficuo sul lungo periodo e che un allenamento di forza porta anche dei piccoli guadagni di massa, ma non sufficienti a giustificare un allenamento orientato solamente alla forza per ottenere ipertrofia. Per queste e altre ragioni specificate in seguito, i migliori schemi di allenamento per iniziare sono gli schemi a medie ripetizioni che, se opportunamente ottimizzati, con l'aggiunta di schemi da forza o di pompaggio si rivelano davvero produttivi.

Quindi un allenamento completo per un principiante che voglia acquisire massa muscolare velocemente è composto da tre parti: forza, ipertrofia e pompaggio.



LE TRE PARTI DELL'ALLENAMENTO

Forza
La prima parte dell'allenamento è quella dedicata alla forza in cui si adottano progressioni non lineari cambiando gli schemi allenanti a ogni allenamento. In altre parole non ci si limita a incrementare il carico sempre sullo stesso schema set x ripetizioni, ma si variano tutti e tre i parametri.
Sebbene la forza sia specifica di ciascun movimento, soprattutto ad alti livelli, è possibile trasferirla su movimenti diversi. Per esempio un massimale di 100kg nella panca, garantisce 6 ripetizioni con 80kg, range pienamente ipertrofico. Quindi posso usare la panca caricata con 80kg per l'ipertrofia di pettorali, deltoidi e tricipiti. La maggiore ipertrofia su questi gruppi aiuterà a sviluppare forza in tutti gli esercizi in cui essi sono coinvolti. E' importante capire che non sono i 100kg di massimale di panca a permettere di sviluppare forza sugli altri esercizi, ma lo sviluppo dell'ipertrofia dovuto ai set effettuati con 80kg.
Una buona progressione per la forza è quella da medio volume e media intensità a elevata intensità e basso volume, dove per intensità si intende la percentuale del massimale usata per i set allenanti.

Una buona progressione di questo tipo è 4x3@85%, 5x2@90%, 6x1@95% dove i carichi calcolati con le percentuali riferite all'1RM (carico con cui si fa una sola ripetizione a cedimento, il massimale) vanno arrotondati per difetto.
Un altro modo di scrivere la stessa cosa è 4x3@5rm, 5x2@4rm, 6x1@2rm.
Si usano carichi impegnativi ma perfettamente gestibili a causa dell'ampio buffer. Si nota anche che i carichi sarebbero gestibili fin da subito ma con un volume leggermente minore e con maggiori difficoltà. Per acquisire forza è necessario prendere confidenza con un dato movimento eseguito con carichi impegnativi per un certo volume allenante. Deve, infatti, esserci la sicurezza che la prestazione sia ripetibile, sicurezza data proprio dalla maggiore capacità di sviluppare volume allenate con un dato carico.

Il massimale, che è il carico che vogliamo aumentare dal momento che è il riferimento assoluto per misurare la forza, è un carico che per definizione si può sollevare una volta sola e i successivi sollevamenti saranno sempre eseguiti con carichi minori. Per i principianti il massimale può anche essere ripetibile a ogni allenamento, mentre per gli atleti avanzati, il massimale potrebbe anche essere una prestazione assoluta o che viene ripetuta o migliorata solo dopo mesi di allenamento. La ripetibilità del massimale è certa solamente quando è certo che si riescono a gestire certi carichi sub-massimali: un 4x1 con il 95kg assicura sempre 100kg di massimale e incrementando il volume delle singole a 8x1 sicuramente si otterrà un massimale maggiore di 100kg, perché si avrà maggiore confidenza con i 95kg. Passando gradualmente dal 4x1 al 8x1 è stata seguita una progressione in volume, ma non nel carico sollevato: il corpo e il sistema nervoso reggono, infatti, più facilmente l'aumento di volume che quello di carico. Per i principianti questa affermazione è di importanza marginale dal momento che riescono ad aumentare velocemente la prestazione anche in termini di carico, ma per gli atleti avanzati è fondamentale.
La progressione proposta ha lo scopo di avvicinare gradualmente il principiante a gestire carichi vicini al suo reale massimale senza che esso sia stato mai testato. Infatti tutti i carichi con un minimo di intuito sono ricavabili dal 4x3@5rm. Una situazione reale potrebbe essere:

Mario fa 8 ripetizioni di panca a cedimento con 60kg e vuole iniziare questo ciclo. I carichi che adotterà non saranno calcolati a tavolino usando le percentuali, dal momento che questo è il suo primo ciclo, ma dovranno essere scelti di volta in volta in base all'allenamento precedente; Mario dovrebbe ragionare così:
"Se il mio 8RM è di 60kg, il mio 5RM per fare il 4x3 dovrebbe essere di 64kg, arrotondo per difetto perché è la prima volta che faccio il ciclo quindi carico 62kg." Terminato il primo allenamento Mario pensa: "il 4x3 con 62 è stato leggero, quindi forse dovevo caricare di più, ma è bene non avere fretta. Il 5x2 credo che lo farò con 66kg." Terminato anche il 5x2 Mario pensa: "Questa volta il carico è stato scelto meglio e farò il 6x1 con 70kg". In poco tempo Mario si è trovato a maneggiare carichi per lui sicuri ma insoliti che lo stanno avvicinando al suo massimale reale. Alla fine di questo miniciclo Mario ha anche trovato dei punti di riferimento per il prossimo ciclo: adesso sa infatti che è sufficiente mettere circa un kg in più per parte rispetto ai carichi usati precedentemente per essere sicuro di aumentare la sua prestazione.

Questa progressione può facilmente essere ottimizzata con tre semplici accorgimenti:

- Sollevare i carichi nel modo più esplosivo possibile, in modo che se dovessero risultare leggeri la maggiore accelerazione permette di imprimere una forza maggiore.
- Variare il carico in base alle sensazioni di set in set, ma solo se si ha esperienza sufficiente (almeno una volta il ciclo deve essere completato con carico costante), il 6x1 si adatta a questa soluzione meglio del 5x2 e meglio ancora del 4x3.
- Usare pause complete per lavorare al meglio sulla qualità di ogni ripetizione.

Il numero ideale di esercizi da forza da eseguire per i principianti è 2. In questo modo si impara lo schema motorio più velocemente ed è più facile organizzare gli allenamenti. Delle buone accoppiate possono essere:
- Stacco e Panca
- Squat e distensioni sopra la testa
- In generale: un multiarticolare per la parte inferiore e uno per la parte superiore


Ipertrofia
La seconda parte dell'allenamento è dedicata all'ipertrofia. Si eseguono esercizi complementari che colpiscono i gruppi già stimolati con i set di forza con un volume sufficiente a garantirne l'ipertrofia. Il range di ripetizioni è medio, quindi 5-8 (anche 12 in alcuni casi) ripetizioni sono la scelta ideale.
Gli esercizi da scegliere possono essere gli stessi esercizi da forza eseguiti in un range ipertrofico di set e ripetizioni, oppure esercizi diversi preferibilmente multiarticolari. La prima soluzione è adatta per i principianti assoluti che in questo modo imparano bene pochi esercizi alla volta, o per chi ha poco tempo a disposizione: in questo modo infatti può risparmiare tempo perché non è necessario preparare altri manubri o bilancieri. La seconda soluzione è adatta per tutti gli altri.
In genere si preferisce eseguire i vari set con ampio buffer e carico costante cercando di raggiungere il cedimento solo nell'ultima ripetizione dell'ultimo set. L'importante è raggiungere un certo volume di allenamento. Quindi non raggiungere il cedimento nell'ultimo set è poco rilevante ai fini dell'ipertrofia. Questa infatti è solo un'indicazione esecutiva: appena si completano tutte le ripetizioni previste, cedendo o meno, nell'ultimo set è possibile aumentare il carico allenante; se invece si cede prima, non si incrementa il carico del prossimo allenamento.
I recuperi sono dell'ordine di due minuti o anche meno: essendoci buffer sarebbe inutile recuperare più a lungo.

Pompaggio
La terza parte dell'allenamento è quella dedicata al pompaggio eseguendo esercizi alle macchine o ai cavi ad elevate ripetizioni per stimolare la massa non contrattile e la produzione di acido lattico che migliora la produzione di GH. Sono sufficienti 2 o 3 set da 20 ripetizioni per ogni gruppo muscolare.
E' possibile risparmiare tempo abbinando dorso-bicipiti e petto-tricipiti. Facendo per esempio un set da 15 ripetizioni di chest press immediatamente seguito da un set di push down, saranno necessarie meno ripetizioni di push down (10 per esempio) per pompare i tricipiti dal momento che saranno in parte pompati dalla chest press. Stesso discorso per trazioni lat e curl. In questo caso il carico è solo un mezzo per far affluire sangue al muscolo quindi o deve essere quello giusto per ottenere la sensazione di pump. Ogni ripetizione deve essere fluida e leggermente più veloce del normale. I recuperi sono brevi, nell'ordine del minuto.



UN ESEMPIO PRATICO
Ecco un esempio semplice per capire come mettere in pratica quanto detto. La parola esempio è volutamente sottolineata per evidenziare che la scheda che segue va adattata alle esigenze individuali.

A
STACCO (schema da forza)
SQUAT 5x5@8rm (massa gambe)
AFFONDI 3x15 (pompaggio)
TRAZIONI SUPINE 4x8@10rm (massa dorso e bicipiti)
REMATORE 3x8@10rm (massa dorso e bicipiti)
TRAZIONI PRONE LAT 3x15 super set CURL MANUBRI 3x10 (pompaggio dorso e braccia)

B
PANCA (schema da forza)
LENTO AVANTI 5x5@8rm (massa spalle e tricipiti)
DISTENSIONI MANUBRI PIANA 4x8@10rm (massa petto e tricipiti)
ALZATE LATERALI 4x10 (massa spalle)
CHEST PRESS 3x15 super set SHOULDER 3x10 super set PUSCH DOWN 3x10 (Pompaggio spalle e tricipiti)

- 3 o 4 allenamenti a settimana alternando A e B.

- Schema da forza: 4x3@5rm, 5x2@4rm, 6x1@2rm. Si tratta di schemi che vanno alternati di seduta in seduta, quindi la prima volta si eseguirà il 4x3, la seconda volta il 5x2 e infine la terza volta il 6x1. Terminato il ciclo, si ripete il tutto 2-3 volte cercando di battere ogni volta i record precedenti.

- Lo stacco è considerato come esercizio di forza generale per gambe e schiena, mentre la panca come esercizio di forza generale per tutti i gruppi di spinta.

- Recuperi liberi nella progressione da forza, di 90''-120 per gli esercizi complementari da massa, 60'' per il pompaggio.

- Gli addominali sono a discrezione.


ULTIME PRECISAZIONI
Oltre al principiante, anche chi si allena in monofrequenza con i classici schemi da palestra, ma senza soddisfazione o risultati evidenti, può seguire quanto proposto in questo articolo. Cambiando radicalmente approccio sarebbe infatti controproducente provare schemi da forza o da massa più complessi perché non si possiede l'esperienza necessaria per gestirli.
Il pompaggio finale è d’importanza secondaria rispetto alle prime 2 parti dell'allenamento che costituiscono la vera base per avere un buon fisico (sempre rimanendo nell'ambito di principianti-intermedi). Quindi si può scegliere di saltare del tutto il pompaggio per dedicarsi ad altri esercizi, all'aerobica, oppure per tornare a casa prima. L'importante è fare una scelta precisa e andare avanti fino in fondo: eseguire il pompaggio ogni tanto è una perdita di tempo dal momento che per questo tipo di allenamento è necessaria una frequenza elevata per mantenere gli adattamenti.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 28 Gennaio 2010 23:41
 
Ipertrofia – Enfasi sull'upperbody PDF Stampa E-mail
Scritto da MarcoPL   
Lunedì 18 Gennaio 2010 22:55



Se da una parte l’allenamento delle gambe rende più facile l’incremento globale di peso corporeo, dall’altra riduce i guadagni ipertrofici nell’upper body perché le risorse del corpo destinate al recupero devono essere divise su più gruppi muscolari. E’ quindi possibile, ma solo per un breve periodo, ridurre al minimo l’allenamento delle gambe per intensificare quello per la parte alta del corpo, indirizzando tutte le risorse a diposizione verso i gruppi muscolari a cui si vuole dare la priorità. Anche chi ha avuto un infortunio alla bassa schiena o alle ginocchia può beneficiare di un ciclo come questo in attesa della guarigione, ma è possibile usare un ciclo come questo quando è necessario incrementare la mobilità del bacino per migliorare la profondità dello squat.



VARIAZIONE DEL CARICO DI LAVORO E SCARICO PROGRAMMATO

Un atleta può sopportare solo per periodi limitati cicli di carico contemporaneamente molto intensi, molto voluminosi e a frequenza elevata. In altre parole è possibile allenarsi al massimo delle proprie capacità solo per 3-4 allenamenti di fila prima che la fatica accumulata diventi eccessiva. Tuttavia 3-4 allenamenti sono troppo pochi per innescare adattamenti duraturi nel tempo e di una certa entità, per cui non è mai (o quasi mai) una buona strategia quella di allenarsi “sempre alla morte”. Per prolungare la durata di un ciclo di questo tipo, è necessario introdurre sia degli scarichi programmati, sia modulare il carico di lavoro in modo da ridurre l'accumulo complessivo di fatica. Una terza strategia per ritardare l’insorgere della fatica consiste nel diversificare i mezzi allenanti in modo da evitare il fenomeno l’affaticamento specifico fisico (dovuto a stress meccanici ripetuti sulla stessa zona) o neurale (dovuto alla ripetizione degli stessi schemi motori).

Ipotizzando di scegliere tre allenamenti a settimana in full body una possibile applicazione di quanto detto potrebbe essere questa:

Allenamenti

Carico di lavoro

I

Pesante

II

Medio

III

Leggero

IV

Molto pesante


Si fanno ruotare le quattro differenti sedute sui tre giorni di allenamento disponibili.

La durata del ciclo deve essere sufficiente da innescare gli adattamenti e renderli ben visibili, ciò avviene in periodo di durata variabile ( 4-8 settimane) in relazione alla modulazione del carico di lavoro e alla varietà dei mezzi allenanti.

Più si prevede che il ciclo debba essere lungo maggiore sarà il numero di allenamenti di scarico da inserire. Riferendosi a quanto portato ad esempio in tabella (una full con il carico di lavoro modulato come illustrato) è consigliabile uno scarico ogni 5-6 allenamenti, dove per scarico s’intende una riduzione del carico di lavoro (scarico attivo) o anche il suo annullamento (scarico passivo).

Risulta chiaro che, con un organizzazione di questo tipo, ci sarà uno sfasamento tra il carico di lavoro della singola seduta e il giorno della settimana in cui essa viene eseguita. Quindi ponendosi come obbiettivo quello di terminare il ciclo in “tot settimane” ci potrebbe essere una disparità tra la distribuzione del carico di lavoro nelle diverse sedute, in altra parole il numero di sedute pesanti potrebbe essere maggiore di quello di sedute molto pesanti o di quelle leggere. Per questo motivo si consiglia di terminare il ciclo solo quanto tutte le sedute saranno state eseguite un uguale numero di volte.


Il ciclo, dalla teoria alla… teoria

L’idea è dare la priorità all’upper body riducendo al minimo il lavoro per le gambe. “Dare la priorità” significa destinare una quota maggiore delle risorse a disposizione alla specifica qualità che si vuole migliorare, in questo caso l’ipertrofia della parte alta del corpo. Un ciclo di questo tipo non deve quindi incrementare il carico di lavoro complessivo, ma deve incrementare quello per l’upper body riducendo quello per le gambe. Quanto proporrò, sebbene realisticamente applicabile, deve essere in seguito rimodulato sulle capacità di lavoro e di recupero individuali.

L’intero ciclo viene diviso in lavoro di spinta, lavoro di trazione e altro tipo di lavoro (gambe e complementari). A sua volta il lavoro di spinta e quello per le gambe viene diviso in lavoro pesante e lavoro lattacido. La denominazione pesante non deve confondere perché in questo caso è riferita all’uso di carichi ed esercizi più impegnativi rispetto a quelli usati per il lavoro lattacido, non è quindi correlata alla suddivisione del carico di lavoro precedentemente illustrata.

A ogni seduta verranno allenati sia i gruppi di spinta, sia quelli di trazione, ma differenziando il tipo di stimolo lavorando una volta in modo pensate e una volta in modo lattacido. Tenendo conto di quanto detto finora, l’unità base del ciclo sarà composta in questo modo:

Spinta

Trazione

Gambe

Complementari

I Allenamento

Pesante

Lattacido

Leggero

II Allenamento

Lattacido

Pesante

Medio


Questa è l’unità allenante base, o microciclo, perché lo stimolo che viene fornito in questo gruppo di allenamenti è completo è unitario. Quindi vengono stimolate le gambe una volta, vengono eseguiti i complementari una volta, vengono somministrati una volta lo stimolo pesante e quello lattacido per l’upper body.

Sebbene ci sia una grande varietà di stimolo dovuta alla marcata differenza (vedremo come) del lavoro pesante e di quello lattacido, e ipotizzando un numero di sedute settimanali ottimale uguale a tre, l’upper body viene stimolato tre volte a settimana. Questa frequenza, nonostante gli accorgimenti che verranno presi è comunque molto elevata per cui la fatica viene accumulata molto velocemente. Per questo motivo è necessario scaricare molto spesso.

Tenendo conto della distribuzione del carico di lavoro e dei microcicli il primo e il secondo ciclo vanno eseguiti in questo modo.

Carico di lavoro

Spinta

Trazione

Gambe

Complementari

I Allenamento

Pesante

Pesante (C)

Lattacido

Leggero

II Allenamento

Medio

Lattacido

Pesante (C)

Medio

III Allenamento

Molto pesante

Pesante

Lattacido

Leggero

IV Allenamento

Leggero

Lattacido

Pesante

Medio

V Allenamento

Pesante

Pesante

Lattacido

Leggero

VI Allenamento

Medio

Lattacido

Pesante

Medio

Scarico

Leggero (F)

Medio (F)

VII Allenamento

Molto pesante

Pesante

Lattacido

Leggero

VIII Allenamento

Leggero

Lattacido

Pesante

Medio

IX Allenamento

Pesante

Pesante

Lattacido

Leggero

X Allenamento

Medio

Lattacido

Pesante

Medio

XI Allenamento

Molto pesante

Pesante

Lattacido

Leggero

XII Allenamento

Leggero

Lattacido

Pesante

Medio

Scarico

Leggero (F)

Medio (F)

Scarico

Test

Massimale

Massimale

Leggero

Medio


-  La “(C)” ricorda che in tutta la colonna il termine “pesante” è riferito al carico.

-  L’allenamento per le gambe e i complementari sono considerati facoltativi nel giorno di scarico.

-  L’ultimo giorno di scarico vanno eseguiti i massimali degli esercizi di maggiore interesse, in modo da avere un riferimento per i cicli successivi.

-  Un ciclo dura due sei settimane, cioè tre microcicli o sei allenamenti.

-  Ogni due cicli tutti gli allenamenti con la differente distribuzione del carico di lavoro vengono ripetuti tre volte. Quindi due cicli sono il ciclo allenante base o macrociclo.


Il ciclo dalla teoria alla pratica… finalmente!

Questi sono i due differenti WO del microciclo.


I Spinta pesante – Trazione lattacido - Gambe

Panca 3x5#180’’, 1 set in rest pause
Rematore manubrio 3x10#90’’, 1 set in stripping


OH press 3x6 + Cross over 3x8 #120’’, 1 set in rest pause (solo OH press), 1 set in rest pause (solo cross over)
Trazioni p. prona lat 3x15 #90’’, 1 set in stripping

Gambe



II Trazione pesante – Spinta lattacido – Altri complementari

Trazioni p.neutra 3x5#180’’, 1 set in rest pause
Panca manubri 3x10#90’’, 1 set in stripping alla chest press (lo stripping con i manubri richiederebbe troppo tempo tra gli scarichi)

Trazioni p. prona 3x6#120’’, 1 set rest pause
Panca stretta 3x15 + Croci manubri 3x15#90’’, 1 set in stripping (solo panca stretta), 1 set in stripping (solo croci)

Braccia, deltoidi laterali e posteriori, abs



-  L’OH press e la panca stretta sono eseguiti in super set con un esercizio di isolamento per i pettorali poiché in questi due esercizi questi muscoli vengono stimolati pochissimo. In questo modo l’effetto complessivo sui gruppi di spinta è completo.

-  Ogni esercizio viene ripetuto una sola volta a microciclo tre volte nell’intero ciclo.

-  Il volume settimanale minimo è di diciotto serie (i super set vengo considerati una serie unica) sia per i gruppi di spinta che per quelli di trazione. A questo volume vanno aggiunti i set con le tecniche di intensità che però, come vedremo, non sono sempre presenti. Come si può vedere il volume è abbastanza alto.

-  Tutti gli esercizi vengono eseguiti per tre serie più un eventuale serie aggiuntiva con una tecnica intensiva. Il carico di tale serie deve essere un 5%-10% inferiore a quello massimo usato nei set precedenti.

-  I set con tecnica intensiva sono seguiti sempre da pause complete.

-  Nel caso del primo super set OH press 3x6 + Cross over 3x8”, gli eventuali set intesivi vanno eseguiti con una pausa adeguata tra essi. Si eseguirà quindi prima il rest pause per l’OH press, poi si riposerà quanto necessario, poi si eseguirà il cross over in rest pause e infine dopo una pausa adeguata si eseguirà lo stripping alle trazioni prone. Analoghe considerazioni per il secondo super set.

-  Il lavoro per le gambe è da limitare ai soli multiarticolari (squat, front squat, affondi), può essere evitato nel caso di infortunio e deve essere sostituito con il lavoro specifico nel caso si voglia migliorare la mobilità del bacino. In quest’ultima ipotesi il lavoro per la mobilità deve precedere il resto degli esercizi.

-  Complementari a scelta, ripetizioni medio alte e possibilità di usare super set o circuiti per ridurre il tempo di lavoro.

Ecco come organizzare variare il carico di lavoro tra gli allenamenti.

Carico di lavoro

Esecuzione

Pesante

Tecniche intensive solo sui primi due esercizi, cedimento solo nel set centrale (si dovrà quindi usare il primo set come set di avvicinamento e il terzo dovrà essere eseguito con carico minore). Gli altri due esercizi vanno eseguiti con il quarto set (quello intensivo) come un set regolare.

Medio

Nessuna tecnica intensiva, ma si effettuano 4 set per esercizio a fatica cumulativa e cedimento nell’ultimo set. Il set intensivo diventa quindi un set regolare

Molto pesante

Tecniche intensive in tutti gli esercizi come spiegato in tabella, stessi carichi del giorno pesante.

Leggero

Nessuna tecnica intensiva e non si effettua nemmeno il 4° se



In palestra

Questo ciclo è adatto a intermedi che hanno già una buona padronanza degli esercizi proposti. La tecnica di esecuzione deve essere molto buona (panca con arco e adduzione delle scapole, trazioni tutte con sbarra sopra il mento) e i carichi devono essere un minimo elevati (1,5bw di panca come massimale, 10 trazioni prone presa larga) in modo tale che non ci siano brusche variazioni di tecnica o di carico usato durante il ciclo, cosa lo inficerebbe almeno in parte. Il ciclo può essere ripetuto una seconda volta sostituendo i vari esercizi con esercizi simili: per esempio la panca piana con l’inclinata, la panca manubri con le parallele, il rematore con il pulley. Si possono variare anche le tecniche intensive inserendo un 7x10#30’’ nell’ultimo set degli esercizi lattacidi al posto dello stripping oppure si possono usare le forzate o le negative invece del rest pause. I più arditi sapranno combinare quanto proposto e potranno anche cambiare WO ogni microciclo.
Come al solito un’idea è solo un seme per far fiorire il proprio albero personale, il più verde di tutti. Buona coltivazione.

Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Gennaio 2010 23:22
 
Ancora sulle full: allenarsi 2 volte a settimana PDF Stampa E-mail
Scritto da MarcoPL   
Giovedì 06 Agosto 2009 18:30


Appartengo alla categoria di pensiero secondo la quale per ottenere guadagni di massa veloci, duraturi e di qualità sia necessario allenarsi pesante, spesso e ad alto volume. E' infatti è proprio così che, a grandi linee, si allenano gli atleti di livello elevato. Putroppo (o per fortuna...) a noi praticanti comuni questo tipo di allenamento è precluso, non tanto perché non siamo geneticamente superdotati, ma a causa degli impegni della vita privata come lavoro, famiglia, studio, amici... La maggior parte parte dei praticanti riesce senza problemi ad allenarsi tre volte a settimana ottenendo buoni risultati, ma in alcuni casi ciò è davvero difficile, se non impossibile, e i giorni a disposizione solo 2. Come allenarsi in questo caso?



DUE GIORNI A SETTIMANA, QUALI?
Possono presentarsi diverse distribuzioni dei giorni liberi da dedicare all'allenamento, e ogni distribuzione ha una sua soluzione ottimale per strutturare l'allenamento.


La migliore distribuzione: 2-3 giorni di recupero tra gli allenamenti
Lunedì e Giovedì, Lunedì e Venerdì, Martedì e Sabato sono esempi della migliore distribuzione possibile. Per esempio tra Lunedì e Giovedì ci sono 2 giorni di recupero e tra Giovedì e il Lunedì successivo ce ne sono 3. Allenandosi invece di Venerdì ci saranno 2 giorni di recupero prima del Lunedì successivo e 3 dal Lunedì al Venerdr. Insomma il concetto dovrebbe essere chiaro: ci sono abbastanza giorni di riposo tra gli allenamenti, quindi ogni allenamento può essere affrontato con il dovuto impegno.
Essendoci due giorni disponibili ci sono 2 possibili scelte: la 2-split e la fullbody. In entrambi i casi andranno scelti pochi esercizi ma di qualità, e quasi certamente si dovrà rinunciare al pompaggio. La full body è la scelta migliore in questo caso: è vero che il volume per ogni singolo gruppo sarà ridotto, ma la maggiore frequenza permette di aumentare i carichi più velocemente.
Con 2 soli allenamenti a settimana la cosa migliore da fare è proprio cercare l'aumento del carico, sebbene non sia in assoluto la scelta più ipertrofica, è la migliore in questo casi. Ciò che stimola l'ipertrofia è il carico di lavoro complessivo del ciclo di allenamento cioè l'insieme di volume, intensità frequenza, carico usato e scelta degli esercizi. In una situazione ottimale si cerca di ottimizzare il carico di lavoro in modo da lavorare su tutte le variabili elencate, ma in questo caso non è possibile, a meno di volere allenarsi più di 120''. Non che questa soluzione sia irrealizzabile, ma suppongo che essendoci solo due giorni a settimana liberi da dedicare all'allenamento, anche la durata di ogni singolo allenamento sarà limita.
Adottando una 2-split si allenerebbero più di due gruppi muscolari ad allenamento, quindi volume e intensità non possono essere eccessivamente elevati, pena la riduzione della qualità di lavoro dopo la prima metà dell'allenamento. Per questo motivo l'unico parametro che può subire variazioni di rilievo è il carico sollevato, quindi la scelta delle progressioni deve puntare ad un suo incremento. Però ripetendo i vari esercizi una sola volta a settimana gli incrementi di carico sono troppo lenti, per cui la scelta dell full è la migliore.

La peggiore distribuzione: i giorni liberi sono consecutivi
In questo caso si tratta in genere del Venerdì e del Sabato.
A differenza del caso precedente una full body sarebbe poco adatta perché, il secondo giorno di allenamento risentirebbe dell'allenamento eseguito il giorno prima, quindi la 2-split è una scelta quasi obbligata. Alteti con più esperienza possono senza dubbio strutturare l'allenamento in modo da eseguire due full consecutive il cui stress complessivo richeda 5-6 giorni di recupero. Questo approccio è più produttivo rispetto al caso della due splitt ma richiede più esperienza per essere messo in pratica.


Il caso intemedio: gli allenamenti cadono a distanza di un giorno l'uno dall'altro
Giovedì e Sabato è la combinazione più frequente in questo caso.
La 2-split potrebbe andare bene, ma ritengo leggermente più produttiva un full body in cui un allenamento è pesante e uno è leggero.



LA STRUTTURA DEGLI ALLENAMENTI
Fin qui abbiamo visto che ci sono tre allenamenti possibili: la full body, la 2-split, e la full body pesante-leggero.


Full body
Si tratta di allenare tutti i gruppi muscolari nello stesso allenamento privilegiando gli esercizi multiarticolari: squat, stacco, panca, lento, trazioni e rematore. Sebbene sia possibile eseguire tutti i multiarticolari elecati nello stesso allenamento, certamente per la maggior parte dei praticanti non è la scelta migliore.
Osservando attentamente gli esercizi, la scelta è quasi obbligata a squat, panca e trazioni. Lo squat è il migliore esercizio per le gambe e non può mancare. La panca allena pettorali, tricipiti e deltoidi anteriori, quindi sarà sufficiente integrare con delle alzate laterali o ancora meglio con delle tirate al mento se l'esercizio non causa problemi. Le trazioni da uno stimolo complessivo a tutta la schiena superiore al rematore a causa del maggiore range di movimento del braccio. Gli esercizi per le braccia, per l'addome, per i polpacci o per la cuffia potranno essere inseriti in relazione alle necessità subito dopo gli esercizi principali. Ecco un esempio di scheda:

Squat 2x3 2x6 2x8
Panca 2x3 2x6 2x8
Rematore 2x3 2x6 2x8
Tirate al mento/Alzate laterali 3x10
Curl 3x8 + Skull Crusher 3x8 (in super set per risparmiare tempo)
Crunch/Polpacci/Cuffia A discrezione

- Lo schema usato per squat panca e rematore, permette di lavorare a diversi range di ripetizioni. I primi 2 set sono orientati alla forza, i successivi 4 allipertrofia. I recuperi sono di 120'' e il carico dovrebbe essere scelto in modo tale da cedere solo nell'utlimo set. Altimenti lo stress potrebbe essere eccessivo e inficiare il resto dell'allenamento e gli allenamenti successivi. Si può strutturare una progressione aumentando le ripetizioni per ogni set prima di caricare qualche kg in più, oppure si può aumentare il peso ogni volta che si completa lo schema proposto cedendo nell'ultimo set.

- A seguire si eseguono gli esercizi per le spalle e quelli per le braccia. Lo schema suggerito è molto generico e scelto volutamente minimale, in modo proporre un punto di partenza su cui effettuare delle modifiche. La pause sono di 60''

- Alla fine si eseguono gli esercizi accessori che data la loro natura poco stressante potrebbero anche essere eseguiti a circuito o in su superset.

- La durata compelssiva di questo allenamento è di 90' circa:



Full body con due schede diverse

Questo tipo di full body permette una maggiore varietà di esercizi. Anche se il carico salirà più lentamente la differenza degli stimoli ricevuti permetterà di potere tenere più a lungo ogni singola scheda. Ecco un esempio:

A
Stacco 5x3
Panca 5x5
Trazioni 5x5
Tirate al mento 4x10
Braccia/Addominali/Cuffia/Polpacci

B
Squat 5x5
Lento 5x8
Trazioni 5x8
Dip 4x10
Braccia/Addominali/Cuffia/Polpacci

- Sono stati inseriti anche gli esercizi esclusi nella full con una sola scheda. In questo modo è possibile usare il cedimento più spesso, perché la maggiore varietà di esercizi impedisce che ci sia un affaticamento specifico eccessivo. Le pause sono comode, direi intorno ai 2 minuti per i primi 3 esercizi, e intorno ai 60''-90'' per tutti gli altri esercizi.

- I dip completano il lavoro sul petto nel giorno B che altrimenti sarebbe del tutto assente. Alcuni praticanti potrebbero preferire le croci per evitare ulteriore stress a deltoidi e tricipiti. La scelta in questo caso è individuale: io per esempio preferisco le paralle perché lo ritengo un esercizio più completo rispetto alle croci e con solo 2 allenamenti a settimana è meglio fare di più che di meno.

- Lo stacco viene eseguito a ripetizioni più basse, rispetto agli altri esercizi perché è più facile compromettere la tecnica a causa della stanchezza degli stabilizzatori che sopraggiunge prima rispetto a quella dei muscoli target.

- Lavorando a cedimento si riescono a reclutare più fibre nel singolo set rispetto all'uso del buffer, per cui un lavoro di forza a ripetizioni più basse è di utilità minore. La progressione non sarà quindi programmata a priori ma allenamento dopo allenamento si sceglieranno i carichi ottimali per avvicinarsi quanto più possibile al 5x5. E' chiaro che se un set venisse da 6 o 7 ripetizioni e uno da 3 o 4, l'allenamento non sarebbe inficiato.



2-Split
I gruppi muscolari vengono divisi in due allenamenti diversi. Ecco alcuni criteri:
- Spinta - Trazione
- Orizzontale - Veticale
- Altre

Anche in questo caso si dovrà fare economia di esercizi, scegliendo solo i migliori che sono gli stessi elencati a proposito della full.


Spinta - Trazione
Gli esercizi di spinta sono quelli dove si allontana il bilanciere dal corpo: squat, panca, lento, estensioni per i tricipiti, vari tipi di alzate per le spalle.
Gli esercizi di trazione sono quelli dove si avvicina il bilanciere al corpo: stacco, rematore, trazioni, curl.
Gli esercizi multiarticcolari per le gambe in realtà non rientrano in nessuna delle categorie, perché il bilanciere non viene ne allontanato ne avvicinato dal corpo. Per convenzione però si associa lo stacco agli esercizi di trazione perché il dorso viene pesantemente coinvolto, e lo squat agli esercizi di spinta in modo da eseguirlo in un allenamento diverso dallo stacco.
Se si disponesse di giorni distanziati non ci sarebbero problemi per organizzare squat e stacco, ma farli 2 giorni di seguito può essere pesante, quindi bisogna lavorare il modo differenziato sugli esercizi in modo da stressare sistemi energetici diversi. Per esempio:

A
Stacco 3x3
Trazioni 5x5
Rematore manubrio 4x8
Curl 3x8
Altro...

B
Squat 4x8
Panca 5x5
Lento 4x8
Estensioni 3x8
Altro...

- Stacco e squat vengono eseguiti con schemi molto diversi tra loro. Con lo stacco, che si adatta benissimo alle basse ripetizioni, si lavora più sulla forza e si stancano le fibre a più elevata soglia di attivazione. Con lo squat si lavora più sullipertrofia e si stancano anche le fibre a medio-alta soglia di attivazione. Lo stacco non andrebbe fatto eccessivamente pesante, perchè il giorno dopo si eseguirà lo squat che può essere eseguito con tutto l'impegno che si ritiene necessario.

- Gli altri esercizi seguono uno schema classico mediamente voluminoso, il cedimento dovrebbe essere d'obbligo in almeno metà dei set dato il lungo periodo di recupero che seguirà, quindi le pause saranno comode, da scegliere pero in relazione al tempo che si ha a disposizione. Avrebbe poco senso fare pause di 3' sullo squat e pause di 60'' nel lento.


Orizzontale - Verticale
Si tratta di dividere gli esercizi per piani di lavoro: panca e rematore sul piano orizzontale, lento e trazioni su quello verticale. Lo stacco con il piano orizzontale e lo squat con quello verticale. Ad esempio:

A
Squat
Lento
Trazioni
Altro...

B
Stacco
Panca
Rematore
Altro...

- La caretteristica di questo approccio è che il secondo giorno di allenamento i vari gruppi saranno già stanchi, essendo stati stimolati il giorno precedente, e l'allenamento ne risentirà. Ma questo potrebbe non essere necessariamente uno svantaggio avendo ben 6 giorni per recuperare. Quindi allenamento pesante per 2 giorni di seguito e poi recupero totale per 6 giorni. Si potrebbero aggiungere delle croci e delle alzate laterali per completare il lavoro su petto e spalle.
Molto probabilmente la maggior parte dei praticanti si troverebbe meglio a eseguire più leggero il primo giorno e più pesante il secondo.


Altre split
Oltre a quelle proposte ci sono diverse altre soluzioni, più specifiche e adatte ai singoli casi. Ci potrebbe essere chi preferisce fare un giorno pesante solo di multi articolari e uno leggero solo di esercizi di isolamento. Chi invece preferisce gambe-spalle-addome, petto-dorso-braccia o chi non vuole inserire le braccia per potere aumentare il volume sugli esercizi multiarticolari. In tutti i casi i due giorni di allenamento consecutivi non permetteranno mai una soluzione ottimale per i migliori risultati, ma si dovrà sempre ottimizzare quello che che si ha a disposizione interpretando le reazioni del proprio corpo.


Full pesante - leggero
L'idea è quella di dare il massimo in un singolo allenamento per poi eseguire un piccolo richiamo alcuni giorni dopo. Allenandosi di giovedì e di sabato, il giorno pesante sarebbe il sabato. Gli esercizi sono sempre gli stessi, quello che cambia è l'impegno che deve essere modulato diversamente da seduta a seduta. Vediamo un esempio:

A Pesante
Squat 5x5
Panca 5x5 + Trazioni 5x5
Lento 4x8 + Pulley 4x8
Skull 3x8 + Curl 3x8
Altro...

B Leggero
Squat 3x8-6-4
Panca 3x8-6-4
Trazioni 3x8-6-4
Lento 3x10-8-6
Pulley 3x10-8-8
Skull + Curl 3x8
Altro...

- Sarebbe difficile inserire anche lo stacco, quindi dovendo scegliere lo squat è da preferire perché è più completo per le gambe.

- Manca anche il rematore, che viene sostituito dal pulley. Potrebbe essere molto pesante eseguire lento e rematore di seguito, quindi ho scelto una variante più semplice.

- La seduta A è pesante sia perché si dovrebbe raggiungere il cedimento in almeno metà dei set indicati, sia perché il volume è più elevato della seduta B. Le gambe vengono allenate da sole, mentre gli altri esercizi vengono allenati in super set. In questo modo si riesce ad eseguire un volume elevato senza allungare troppo l'allenamento. Non si tratta semplicemente di passare immediatamente da un esercizio all'altro, ma di resprare 10-20 secondi prima di eseguire l'altro esercizio in modo da riprendere la concentrazione. Finito il primo super set si recupera fino a quando non si è pronti per ripartire, non superando i 2' di pausa.

- La seduta B è più leggera sia per il volume ridotto, sia perchè il cedimento si raggiunge solo nel set finale. Più che una seduta allenante è una seduta di mantenimento dei carichi e di richiamo in modo da non arrivare al giorno pesante completamente scarichi perchè è passato troppo tempo dall'ultimo allenamento. Quindi sarebbe inutile esagerare, perchè altrimenti non si riuscirebbe a recuperare a pieno per il giorno pesante.




I CIRCUITI
L'aerobica trova difficile collocazione avendo solo due giorni di allenamento a settimana, quindi ammeno di non recarsi a piedi a passo sostenuto a lavoro o a scuola/univeristà, c'è poco da fare. Una soluzione potrebbe essere quella di allenarsi in circuito in modo da avere un buon compromesso tra i benefici dei pesi e quelli dell'aerobica. I risultati non saranno immediati, ma sul lungo termine si dovrebbe migliorare notevomente la composizione corporea.

Un circuito va strutturato eseguendo di seguito diversi esercizi eseguiti in maniera non eccessivamente pesante, partendo dai più impegnativi e finendo con i più semplici. Ogni circuito può essere ripetuto 3-4 volte con pause di 90''-120'' tra l'ultimo e il primo esercizio.
Qualche esempio:

I squat - panca - trazioni lat - skull - curl - alzate laterali - abs
II pressa - chest press - pulley - push down - curl cavi - alzate laterali - abs
III front squat - good mornig- panca - pulley - lento -trazioni - abs
IV Altri...

- Si eseguono 8-12 ripetizioni leggere ad esercizio  passando velocemente all successivo.

- I circuiti con i pesi liberi sono i più impegnativi, quelli alle macchine sono i più semplici.

- Il primo "giro" può essere eseguito con carichi più leggeri rispetto al secondo o al terzo, l'ultimo giro con gli stessi carichi del primo.

-Il riscaldamento è importante anche nel caso del circuito, quindi è una buona idea eseguire lo stesso circuito che si sta per affrontare ma con carichi più leggeri per almeno un paio di set ad esercizio.

- Prima di inziare il circuito bisogna assicurarsi di avere tutti gli attrezzi liberi per il tempo necessario perchè doversi fermare per aspettare che l'attrezzo si liberi non solo inficia l'allenamento ma è pure frustrante.

- E' possibile eseguire più di un circuito per ogni allenamento, compatibilmente con il tempo a disposizione e la propria esperienza.



E I RISULTATI?
Allenarsi 3 o 4 giorni a settimana sarebbe l'ideale, ma se bisogna scendere a compromessi si otterrà necessariamente di meno, ma meglio che niente. I risultati saranno certamente più lenti, ma allenandosi con impegno e intelligenza in 3-4 mesi si possono osservare i primi cambiamenti. Come già detto in questo caso è il carico che bisogna guardare: ogni volta che viene incrementato del 20% circa i risultati saranno visibili anche dall'esterno. Perciò è inuitle controllare la situazione ogni settimana, ammeno di non cercare inutili delusioni.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Novembre 2009 02:06
 

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